Nel romanzo epistolare – diaristico LA NUBE NELLA STIVA vengono tratteggiati alcuni episodi di vita di Simon Lagarde, un volontario internazionale che ha scelto di rispondere ad una chiamata del Signore entrando a far parte di una comunità ecumenica religiosa nata in Francia ma operante anche a Borgo San Francesco da Paola, una località marinara dell’Italia meridionale alle prese con l’emergenza degli sbarchi dei migranti. Simon, percorrendo questo particolare “cammino di liberazione”, non tenta alcuna fuga dalla realtà ma, al contrario, si lascia coinvolgere in alcune vicende complesse che riguardano non soltanto l’integrazione dei migranti nella nostra realtà sociale, economica e produttiva ma anche gli aspri conflitti che dominano il mondo del lavoro. Il suo unico obiettivo diventa quello di rovesciare completamente le logiche conflittuali dei rapporti umani e per raggiungere questo risultato riesce a trovare, tra le fonti di ispirazione del suo particolare percorso monastico, episodi concreti di vita vissuta, esperienze autentiche di “giustizia riparativa”, le alternative sperimentate in “un mondo diverso ma realmente nascosto in questo” come direbbe il poeta Paul Eluard.